Skip to main content
Spedizione Gratuita su Tutti gli Ordini

Autore: TeamSboof

Che cos’è l’armocromia?

Sai che esistono colori che risaltano al meglio il nostro incarnato? Che si sposano “armonicamente” con la nostra pelle e sono in grado di renderci più luminose, più solari, più belle?
Non sarebbe bellissimo capire quali sono i colori giusti per noi e andare a colpo sicuro ogni volta che facciamo shopping e non spendere più soldi inutilmente per quel rossetto che alla fine non metteremo mai?
Tutto questo è possibile grazie allo studio dell’armocromia.

Il colore che indossiamo influisce tantissimo sulla nostra immagine: ci sono giorni in cui le nostre occhiaie sembrano più profonde, la nostra pelle più spenta, il nostro viso più stanco e giorni invece in cui siamo il “ritratto della salute”.
A parità di stile di vita, le differenze che notiamo, potrebbero derivare unicamente dal colore del maglione o dell’abito che indossiamo in quel momento, o dal colore del nostro make up e dei nostri capelli.

L’armocromia ha origini molto lontane. Dal 1850 ad oggi, tante sono state le figure che hanno contribuito a questo studio aggiungendo ognuno un tassello fondamentale. Dal 1950 al 1980 sono l’artista e professore Itten prima, ed il cosmetologo Kentner poi, quelli che più hanno reso questo studio simile all’armocromia che conosciamo oggi: il primo suddividendo i colori per stagioni, il secondo attribuendo al tono della nostra pelle il ruolo di elemento cardine su cui far ruotare lo studio.

Leggi anche Un armadio a prova di crisi. Capsule

Non si tratta di una scienza esatta e ci vuole un discreto occhio per capire quali sono i colori che si adattano alla nostra pelle, per questo, negli ultimi anni, la figura della consulente in armocromia sta diventando sempre più popolare.

Cerchiamo di capire insieme le basi di questa affascinante disciplina e qualche trucco per iniziare a riconoscere i colori che fanno per te.

Come abbiamo già detto i colori vengono divisi in stagioni, ad ognuna delle quali corrisponde una palette composta dalla gamma di sfumature caratteristiche della stagione stessa.

La prima scissione da fare è quella tra le stagioni calde, autunno e primavera, e le stagioni fredde, inverno ed estate. La seconda è tra colori soft, estate e primavera, e colori intensi, autunno e inverno.

Abbiamo quindi

  • Inverno (freddo ed intenso): il bianco cangiante della neve, colori freddi e accesi, con note di blu, brillanti e limpidi: il fuxia, il giallo, il blu elettrico, il nero…
  • Primavera (calda e soft): il verde dei prati, i mille colori dei fiori, il cielo sereno, il beige, tutti i colori caldi e luminosi…
  • Estate (fredda e soft): Colori freddi e cipriati, il lilla della lavanda, il giallo dei girasoli, il blu del mare…
  • Autunno (caldo ed intenso): i colori della natura, delle foglie cadute dagli alberi, il verde scuro delle chiome, l’ocra, l’arancio delle zucche, il marrone scuro e caldo della terra.

La prima cosa da fare è quindi individuare la nostra stagione cromatica.

Abbiamo la pelle “calda o fredda”?

Un metodo empirico per capirlo è quello di guardare i propri polsi alla luce del giorno. Se le vene tendono più al verde con molta probabilità il nostro è un tono caldo, se invece sono blu è freddo.

Un’altra tecnica, questa più professionale, è quella del drappeggio, che consiste nell’ avvicinare al nostro viso tessuti dai toni caldi (Es. oro e arancio) e dai toni freddi (Es. argento e fuxia) e cercare di capire quale delle categorie ci valorizza di più, mitigando i nostri difetti.

Questa è solo la punta dell’iceberg di un argomento tanto complesso quanto interessante e noi di Sboof ti promettiamo di approfondirlo presto con l’aiuto della nostra consulente esperta.

Iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornata.

Potresti essere interessato anche a…

Un armadio a prova di crisi. Capsule.

“Che mi metto?” Se avessimo ricevuto un soldo ogni volta che abbiamo pronunciato questa frase, probabilmente oggi saremmo tutte milionarie.
Ecco a voi una breve guida su cosa dovrebbe contenere il tuo armadio per scongiurare crisi future.

Non importa quanti vestiti e quanti accessori abbiamo, ogni volta che dovremo uscire o che si presenterà un’occasione particolare, la scena sarà sempre la stessa: ante dell’armadio aperte e, sedute ai piedi del letto, sconsolate, in cerca di un’illuminazione, penseremo: “che mi metto”?

Posto che l’outfit giusto è quello che ci fa sentire a nostro agio, e che il sorriso è davvero il miglior accessorio che una donna possa indossare, parafrasando Tom Ford, vestire in maniera “appropriata” in determinate occasioni è una forma di buone maniere… solo che scegliere tutti i giorni cosa indossare, soprattutto per chi non è portato, può risultare molto frustrante.

(leggi anche Tailleur o completo: l’abito delle donne in carriera )

Esiste un modo semplice ed efficace per ottimizzare i capi presenti nel nostro armadio e sapere sempre cosa indossare? Pare di sì.

Giacca Monopetto Celeste

Da un’idea di Susie Faux, proprietaria di un famoso negozio a Londra, negli anni ’70 nasce l’armadio “capsule”.

L’armadio capsula è composto da una serie definita di capi di buona qualità, dal gusto sobrio, perfettamente abbinabili tra loro, e capaci di creare tanti outfit diversi adatti ad ogni circostanza.

Secondo alcuni non dovrebbe contenere più di 11 capi, secondo altri, sicuramente più realisti, i capi dovrebbero essere 37 o addirittura 50.

Vogliamo tranquillizzare tutte le appassionate di shopping compulsivo che soffrono della “sindrome da armadio vuoto” che nessun abito verrà maltrattato con questa scelta e che, in un armadio, possono essere organizzate più capsule a seconda delle proprie esigenze e del proprio stile di vita: una capsula estiva ed una invernale, una per il lavoro, una per il divertimento ed una per le grandi occasioni.

La teoria dell’armadio capsula non deve essere presa come un vangelo e può essere adattata a tutte noi.

Abito Delia

Vediamo insieme quali sono le semplici regole da seguire per avere l’armadio dei nostri sogni:

Prima di tutto, cerca di capire quali sono i capi con i colori che meglio si adattano al tuo incarnato e quelli che ti valorizzano di più, degli altri tieni solo quelli che ti piacciono tantissimo o “li hai pagati troppo per poterli eliminare”: li userai per condire i tuoi outfit.

Quelli che restano puoi decidere di buttarli se troppo consumati, darli in beneficenza se ancora in buone condizioni o regalarli a qualcuno che sarà in grado di dare loro una nuova vita.

Uno dei trucchi più funzionali per questa prima fase di pulizia è quella di tenere tutti quei capi che sono adatti a completare e rifinire almeno tre mise

Una volta che avremo fatto questa distinzione il nostro armadio sarà decisamente più libero e così anche la nostra mente ed avremo una panoramica ben chiara di ciò che piano piano dovremmo acquistare, risparmiando risorse tempo ed energie.

Altro aspetto molto importante è la qualità di ciò che andiamo a comprare: meglio avere un capo in meno e di buona qualità che averne tanti che però ci fanno sembrare trasandate. Non occorre spendere delle fortune e soprattutto non abbiamo bisogno di capi eccessivamente modaioli e firmati o dai colori troppo sgargianti. Parola d’ordine in questa fase, sobrietà.

(leggi anche Il trench. Le origini ed i consigli per indossare lo storico impermeabile )

Blusa Nera a maniche Lunghe

Ricapitoliamo: 37 capi, ben distribuiti tra pantaloni, gonne, jeans, camicie e bluse, abiti, golf, soprabiti, scarpe e borse, abbinabili tra di loro, tutti nelle tonalità giusta per te e che valorizzano le tue forme.

Intimo, gioielli, abiti da sera e da cerimonia e abbigliamento sportivo e per la casa non fanno parte dei capi da conteggiare nella capsula, possiamo quindi tirare un sospiro di sollievo.

Lo shop on line di Sboof è il posto perfetto per completare la tua Capsule; abiti, giacche, gonne, pantaloni e capispalla di ottima qualità, dal gusto sobrio ed elegante.

Iscriviti alla newsletter e resta sempre aggiornata sulle novità.

La (contro) tendenza di Sboof, Slow Fashion e Pre Order

“Il mondo gira alla velocità della luce e l’unico modo per non rimanere travolti è prendersela con calma…”

Sembra una frase fatta, e forse un po’ lo è, ma a volte è proprio la semplicità a fare la differenza.
La vita di tutti i giorni ci travolge in un turbinio di emozioni, ansie, responsabilità, impegni, e questo si ripercuote nel nostro modo di approcciarci alla vita e nelle nostre scelte. (leggi anche Moda e Artigianato: l’importanza dei valori.)
Anche il nostro shopping è diventato compulsivo: non importa se quello che stiamo acquistando sia una cosa fondamentale per la nostra esistenza o solo un vezzo o un piccolo lusso che ci siamo concessi, noi la vogliamo subito: ormai la velocità è entrata nel nostro Dna.

I grandi colossi della moda su questo hanno puntato molto, facendo della logistica e della consegna quasi immediata il loro punto forte: ma sappiamo cosa nasconde tutto questo?
Il gioco del fast fashion è semplice: garantire una moda istantanea e sempre aggiornata, pronta da ordinare, a discapito di tutto il resto.

Lo sfruttamento dei lavoratori, i quintali di merce invenduta che finiscono negli inceneritori, nessun controllo sulla provenienza e sulla qualità delle materie prime, tutto generato solo ed esclusivamente per soddisfare la nostra bramosa necessità di “tutto e subito”. Già nel mondo del food stiamo scoprendo una lodevole inversione di tendenza: più attenzione per le materie prime, più ricerca di sostenibilità e qualità, più attenzione alla forza lavoro.

Perché questo principio non può essere applicato anche alla moda?

Perché ci preoccupiamo (giustamente) per lo sfruttamento illegale degli operatori del settore agricolo e non ci poniamo la stessa questione per tutti coloro che lavorano come schiavi per il mondo della moda?
Nessuno demonizza il nostro adorato shopping on line, magari in compagnia di un bicchiere di buon vino o di una tisana rilassante, ma noi di Sboof siamo estremamente convinti che saper scegliere una moda che porti valore alle altre persone invece che toglierlo, sia decisamente più terapeutica per il nostro animo. ( leggi anche Quando la moda veste dignità)

La nostra decisione di lavorare in Pre-Order vuole essere un piccolo passo verso una moda più consapevole.
Con il tasto Pre-Order avrai la possibilità ordinare il capo che hai scelto e che verrà prodotto in esclusiva per te e, in questo modo, non solo sosterrai  la nostra  politica di lavoro pulito e dignitoso, ma riuscirai anche ad evitare sprechi, contribuendo a limitare l’impatto ambientale che questi avrebbero sul nostro ecosistema.

Scegli con calma, scegli Sboof.


Moda e Artigianato: l’importanza dei valori.

Con il termine “artigianato”, riferito alla moda in questo caso, intendiamo un tipo di manifattura, opposta a quella industriale, realizzata prevalentemente a mano.

Il mondo ha subito un grosso scossone dopo la pandemia, le abitudini dei consumatori sono cambiate e parte del settore della moda sta partecipando in maniera attiva a questo cambiamento.
Dopo un lungo periodo di feroce ed insensato consumismo, che ha esasperato tante criticità già esistenti, come lo sfruttamento della manodopera e l’inquinamento causato da l’enorme carico di emissioni per la produzione e lo smaltimento di merce invenduta, la tendenza sta subendo una forte inversione verso una moda più sostenibile e attenta alle esigenze degli addetti ai lavori e all’ambiente.
(leggi anche Moda Etica e di tendenza, è possibile?)
Parte della soluzione a questo problema è sempre stata sotto i nostri occhi, ultimamente offuscati dalla nostra voglia di possedere tutto e subito: stiamo parlando dell’artigianato.

La ricerca dei materiali, la cura dei dettagli e delle cuciture, il “sapore” di un nuovo abito confezionato per essere apprezzato e valorizzato e non creato semplicemente per essere uno dei tanti, è l’inizio di una nuova epoca che si spera tornerà a dare il giusto valore a tutte le cose: scegliere un capo perché ci piace e non solo perché costa poco, preferire un indumento di qualità ad abiti “usa e getta”, controllare, come accade con le etichette dei cibi, provenienza e sostenibilità.

Puntare sull’artigianato significa cambiare struttura e pensiero. (leggi anche Che differenza c’è tra moda e stile? Scoprilo insieme a Sboof!

Mentre la produzione industriale garantisce grandi volumi, l’artigianato lavora in maniera più capillare, rifinita, l’artigiano diventa il centro della produzione e la quantità lascia spazio alla qualità e al tempo necessario per realizzarla e questo comporta necessariamente delle conseguenze su tutto l’assetto dell’industria della moda.
Sensibilizzare il cliente finale, abituarlo a questa nuova realtà qualitativa è parte del nostro lavoro.

Sboof nasce con la voglia di abbracciare questa filosofia, con la volontà di ricostruire un’immagine ormai logora di una moda che ha bisogno di nuovi valori. La strada percorsa da Sboof è ambiziosa e non scontata perché si scontra con gli ingranaggi ossidati di una società viziata, ma siamo certi che anche grazie alle tue scelte riusciremo nel nostro intento.

Scegli una moda di valore, scegli Sboof.

Tailleur o completo: l’abito delle donne in carriera

Quanti aggettivi si possono usare per descrivere il tailleur?
Iconico, elegante, versatile, comodo, utile, raffinato…
il tailleur, o completo da donna se preferisci, non è semplicemente un abito o qualcosa che si indossa, è anche il simbolo di una donna nuova, indipendente, emancipata.

Come nasce il tailleur?

Nato come uniforme per l’equitazione, con una giacca dal taglio maschile ed una gonna larga, deve il suo nome ai sarti da uomo che per primi iniziarono a confezionare questo tipo di abito: i tailleurs, appunto.
Subito le donne dell’alta società si innamorarono di questa mise, nonostante la trama rigida e la pesantezza delle vesti la rendessero non propriamente “comoda”, ed iniziarono ad indossarla anche durante il tempo libero e le occasioni mondane.

(ti invito a leggere l’articolo “Il trench. Le origini ed i consigli per indossare lo storico impermeabile.“)


Nel 1885 la Regina Alessandra, moglie del Re Edoardo VII del Regno Unito, e vera icona di stile dell’epoca, ne commissionò diversi ad un famoso sarto, John Redfern, facendolo diventare un capo molto ambito.

Il tailleur, come lo conosciamo noi, nasce invece durante la prima guerra mondiale. Una versione più pratica, con tessuti più morbidi ed una gonna corta sotto al ginocchio, adatta ad una vita più dinamica e operativa. Con gli uomini in guerra, infatti, le donne cominciarono a lavorare e a costruire la propria indipendenza. Per questo, il tailleur viene considerato un simbolo di emancipazione e l’uniforme di una rivoluzione.

Composto da una giacca ed una gonna (o pantalone) dello stesso tessuto, il completo ha subito mille trasformazioni nei decenni successivi, diventando fonte di ispirazione per tutte le grandi case di moda.

Ed oggi? Cosa rappresenta il completo oggi?

Il completo moderno vanta tantissime varianti, tessuti, tagli, colori, che lo rendono un alleato infallibile per tutte noi. Tanti stili, tanti modelli, per ogni gusto, ogni necessità, ogni fisico, ogni occasione.

Negli ultimi anni stiamo vedendo (finalmente) sempre più donne ricoprire ruoli ogni giorno più importanti: pensate a Cristine Lagarde a capo della Banca Centrale Europea, a Ursula Van der Leyen a capo della Commissione Europea a Roberta Metsola la Presidente del Parlamento Europeo, pensate a tutte le donne a capo di un’azienda, le libere professioniste e a tutte coloro che stanno semplicemente tentando di costruire la propria carriera, o la propria vita…
Il completo ci accompagna, sempre:  classico e rigoroso, sensuale ed iperfemminile o androgino ed elegante, qualsiasi sia il tuo look, esisterà sempre il completo perfetto per te.

Moda Etica e di tendenza, è possibile?

“Le cose più belle nella vita o sono immorali, o sono illegali, o fanno ingrassare” (G.B.Shaw)

Vale per tutte le cose: il cibo, l’arte, la moda.

Accettare come immutabili certi luoghi comuni però non ci fa bene, ci rende statici.

Mentre nel mondo del food, fortunatamente, si sta diffondendo sempre di più la cultura del “sano è bello e buono”, ci siamo chiesti se fosse possibile creare un movimento “Etico e di tendenza” per il mondo della moda.

Secondo Sboof sì!

Facciamo un passo indietro.

Recenti inchieste hanno sollevato tanta polvere dai tappeti delle passerelle e dal mondo della moda in generale.
A quanto pare, esistono paesi che, quando si parla di produzione di capi di abbigliamento, come ad esempio la Moldavia, vengono considerati dall’industria della moda e dal mercato attuale, un po’ come dei limoni da spremere, costretti a lavorare senza tutela e senza prospettive, con salari ridicoli e turni disumani.

(ti invito a leggere l’articolo “Quando la moda veste dignità”)

Va bene, sappiamo come vanno le cose, tutto il mondo passa ore a parlare dei problemi che ci sono, mentre a noi, e soprattutto a tutte quelle favolose donne che vengono sfruttate per produrre quella moda che tanto amiamo, servono soluzioni.


Sboof è la soluzione!

In che modo Sboof aiuta le piccole realtà produttive moldave?

Sboof ha creato una rete di produttori artigiani ed ha messo a loro disposizione gli strumenti necessari per accedere ai mercati esteri, promuovendo i loro prodotti di alta qualità attraverso uno shop on line dove è possibile scegliere una vasta gamma di capi di tendenza.

Probabilmente ti starai chiedendo cosa c’entri l’etica con uno shop on line…

Sboof non è solo uno una piattaforma dove acquistare il giusto outfit per ogni occasione e leggere tanti articoli interessanti, è anche un grande progetto che vuole muovere i primi passi verso una nuova moda sostenibile che garantisca ai propri fornitori contratti regolari, salari adeguati ed orari umani.
Una moda che rispetti i diritti di tutte coloro, senza le quali, la moda non esisterebbe.



Sboof è anche lavoro in sinergia, collaborazione tra tutti i produttori aderenti al progetto per portare la produttiva del singolo artigiano ad alti livelli.
Ma non solo!
Sboof investe costantemente parte dei propri profitti in corsi di formazione da far fare ai propri produttori, per garantire loro un futuro migliore.

Quindi, una moda etica e di tendenza è possibile anche grazie a te che scegli Sboof!

Il trench. Le origini ed i consigli per indossare lo storico impermeabile.

Celeberrimo nella sua versione color verde oliva, mille sono le versioni di questo modello di impermeabile che ha fatto la storia. Il trench continua a rimanere saldo ai primi posti delle classifiche dei capi irrinunciabili.

Classico intramontabile, nato come capo prettamente maschile, il trench coat ha origini Militari.
Concepito per proteggere dalla pioggia i soldati, deve il suo nome proprio al termine “trincea”. Difficile stabilire con certezza la paternità di questo capolavoro, ma, senza alcun dubbio, è a Burberry che viene riconosciuto il brevetto del tessuto “gabardina”1, utilizzato poi per le sue creazioni. Reso celebre da Humphrey Bogart in Casablanca, dopo la seconda guerra mondiale diventa un vero e proprio cult dell’abbigliamento conquistando anche il mondo femminile.

Le regole dei puristi

Mentre alcune regole per la sua realizzazione sono state scardinate, come il tessuto ed i colori che negli anni contano innumerevoli e bellissime varianti, o come l’utilizzo di accessori tipo spille e borchie, alcune caratteristiche vengono considerate necessarie affinché il trench possa essere effettivamente considerato tale e distinguersi dagli altri impermeabili.

  • Maniche Raglan, con l’attaccatura al collo e una cucitura che lungo la scapola
  • Le spalline
  • Il doppio petto
  • La cintura in vita
  • La lunghezza di poco sotto al ginocchio.

Come possiamo abbinare il trench?

Sai perché il trench viene considerato un capo evergreen da ormai 100 anni e perché ognuno di noi dovrebbe averne almeno uno nell’armadio? Perché sta bene con tutto, risolve un sacco di occasioni e abbinato nel modo corretto ci consente di rifinire una miriade di outfit.
Si può abbinare con jeans o pantaloni skinny per un look da ufficio, pantaloni larghi e tute per una mise più casual. Longuette e tacchi per avere un’immagine sofisticata ed elegante, o con gonna corta e stivali per un look semplice e trendy.

Sboof propone:

  • In perfetto stile urban: trench 100% in ecopelle verde oliva, doppiopetto, foderato, con mostrine sulle spalle, manica lunga Raglan, due tasche laterali e cintura in tinta da annodare, abbinato con un tacco medio, top nero e jeans.
  • Un outfit raffinato e di carattere con trench classico, 100% cotone, color crema, manica Raglan, doppio petto con tasche e cintura, abbinato ad una giacca bianca e pantalone morbido beige.

 Resistente ed impermeabile è un tessuto in cotone o lana pettinata a trama fitta e armatura diagonale.

Come nasce una moda dal Cool Hunter a Sboof

Il meccanismo che ruota attorno all’industria della moda è composto da tantissimi ingranaggi che lavorano in sinergia
In questo articolo parleremo di alcuni di questi per capire come nasce una moda (leggi anche tutti gli stili dalla A alla Z).

Cool hunter – Trendsetter – Fashion designer – Influencer – Fashion blogger

Sono solo alcuni dei nomi delle figure che ruotano attorno a questo mondo.

Andiamo a capire qual è il ruolo di ognuno.

Cool Hunter: figura nata all’incirca negli anni ’80 il Cool -Hunter, letteralmente “cacciatore di cose cool”, è una figura creativa che lavora nell’ambito della ricerca e, macchina fotografica alla mano, gira il mondo per fiutare nuove tendenze, movimenti culturali e stili che hanno quel guizzo in più che potrebbe trasformarli nella moda del momento.
Anche il web, ovviamente, rappresenta un terreno molto fertile per fare Cool-Hunting.  La “preda” preferita dei Cool- Hunter?
I trendsetter.

Trendsetter: coloro i quali creano un trend, ovvero quelle persone che con uno stile ben definito e caratterizzante ed un nutrito numero di seguaci, creano una tendenza.
Il loro stile viene imitato da un numero così vasto di persone da generare una vera e propria moda.
Un trendsetter è un influencer che ce l’ha fatta.

Influencer: quella dell’influencer è una professione recentissima, basata, anche in questo caso, su un elevato numero di follower affezionati, per i quali vengono creati contenuti ad hoc postati sui vari canali social e attraverso i quali gli stessi raccontano la loro vita, sponsorizzando abbigliamento, cosmetica, make up e tanto altro.

Fashion Blogger: il fashion blogger è specializzato nel settore moda ed i suoi contenuti sono principalmente articoli pubblicati all’interno di un blog e successivamente condivisi sui social.

Fashion designer: il fashion designer è l’artista che pensa alle collezioni.
Spesso aiutato dal cool-hunter, raccoglie dati sulle tendenze del momento, sceglie campioni di tessuti, colori ed utilizza la sua creatività per dare vita ai modelli, seguendone anche la produzione.

Insieme a queste figure, ci sono le case di moda, le sfilate, la comunicazione… un mondo intero prima di arrivare noi.

Allora, ricapitolando… come nasce una moda?

I Cool Hunter studiano il mondo a caccia di trendsetter.  Raccolgono dati e li rivendono ad agenzie e designer che creano le collezioni ispirate alle tendenze del momento; a questo punto la macchina della comunicazione entra in moto, le collezioni arrivano a noi tramite le sfilate e diventano la moda che conosciamo e che amiamo tantissimo.

Proposte Sboof

Lo shop di Sboof è più di uno shop on line, è la tua finestra sul mondo della moda.

Che differenza c’è tra moda e stile? Scoprilo insieme a Sboof!

Quante volte ci capita di guardare qualcuno passeggiare per strada e pensare:
“Wow, che stile!”, oppure di descrivere una persona definendola “modaiola”.
In tutti e due i casi stiamo parlando dell’abbigliamento di qualcuno, probabilmente spinti dalla stessa intenzione ossia quella di apprezzare come è vestito. In realtà il significato di “moda” e “stile” ha sfumature del tutto differenti. Scopriamole insieme.

Moda e stile sono due concetti che parlano della stessa cosa guardandola da due prospettive diverse.

Letteralmente  con il termine moda si definisce quel “Fenomeno sociale che consiste nell’affermarsi, in un determinato momento storico ed in una data area geografica e culturale, di modelli estetici e comportamentali e nel loro diffondersi via via che a dessi si conformano gruppi più o meno vasti, per i quali tali modelli costituiscono al tempo stesso elemento di coesione interna e di riconoscibilità rispetto ad altri gruppi.”1

La moda è un insieme di “regole e convenzioni” nate in un luogo circoscritto che successivamente si sono diffuse tra la massa.
La moda sono le spalline negli anni 80, i giubbotti over degli anni 90, o i colletti vittoriani che adesso vediamo in ogni sfilata.


La moda racconta le tendenze globali, e rappresenta i gusti del momento, è dinamica ed in costante cambiamento.

Lo stile invece parla di qualcosa di più intimo e personale. In continua evoluzione ma con ritmi molto più lenti rispetto a quelli della moda, lo stile è ciò che noi siamo e vogliamo comunicare all’esterno.
Lo stile è personale e rappresentato dal nostro modo di scegliere cosa indossare, prediligendo capi che ci valorizzino a prescindere dal fatto che siano alla moda o meno, lo stile è scegliere i giusti colori, i giusti tessuti e modelli in base al nostro corpo ed al nostro incarnato (leggi anche “che cos’è l’armocromia”).
Avere stile, significa anche utilizzare una giusta comunicazione verbale e non verbale.

Mentre la moda è lo specchio dei gusti della società in quel preciso momento, lo stile racconta chi sei tu.

Si può essere appassionati di moda senza avere stile, così come si può avere stile senza però rispondere ai diktat della moda.

Cosa viene prima? La moda o lo stile?

Potrà sembrare un po’ la storia dell’uovo e della gallina, ma non lo è.

Il meccanismo di questa grande industria è composto da tantissimi ingranaggi che lavorano in sinergia ma è sempre dallo stile di pochi che nasce la moda da cui noi attingiamo per creare il nostro stile.

(leggi l’articolo Come nasce una moda dal Cool Hunter a Sboof).

Sboof è lo shop di moda on line dove trovi tutto ciò che ti occorre per affermare il tuo stile.

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti.

1 Fonte https://www.treccani.it/enciclopedia/moda/

Tutti gli stili della moda dalla A alla Z


Ti abbiamo già parlato della differenza tra moda e stile (link), ma quanti stili esistono?

Se è vero che ad ogni epoca corrisponde una moda, è altrettanto vero che ognuno di noi utilizza la moda per definire il proprio stile. Vuoi scoprire qual è il tuo?

Ecco a te una breve guida dalla A alla Z con tutti gli “Stili della moda”

A come Androgino

Toni scuri, tagli maschili, maglione oversize per un look ispirato alla moda maschile ma dal risultato estremamente femminile. Giacche, pantaloni, mocassini, bretelle e cravatte, il look Androgino parla di una donna dall’animo forte, indipendente e sensuale.

B come Boho o Bohémien

Utilizzato prevalentemente in primavera ed estate, dal gusto romantico e leggero, prende spunto dalla moda hippy francese degli anni ’70. Nato negli anni 2000 e caratterizzato da stampe floreali e colori della terra, lo stile Boho profuma di naturalezza e femminilità.

C come Country

Caratterizzato da jeans, frange, texani e camicie a quadri, cappelli a falda larga, cinturoni con fibbia enorme e giacche di pelle, lo stile country riprende vita nelle passerelle e nelle riviste di moda, con tagli ed accessori che gli donano una chiave moderna.

D come Dark

Tessuti strutturati, pizzi, corpetti e tagli super attillati, per un look eccentrico e caratterizzante. Lo stile Dark è uno stile elegante ed anticonformista contraddistinto principalmente da colori scuri con apprezzate eccezioni per il rosso ed il viola.

E come Etnico/ Etno Chic

Stile e colori di paesi lontani ed esotici mixati tra loro per un look vivace e particolare. Abiti con disegni animalier, tribali e geometrici messi spesso in risalto da altri capi o accessori dal gusto più sobrio.

F come Francese

Quello francese o parigino è un look minimale, composto da pochi semplici capi dai colori neutri, tessuti molto sottili. Vietati piumini, cappotti grossi e pesanti e qualsiasi tipo di capo voluminoso.

G come Grunge

Come ogni moda che esprime le emozioni di generazioni di persone, lo stile grunge nasce della strada per comunicare senso di disinteresse e anticonformismo. Fintamente trasandato, rifiuta tutta la moda firmata.
Pantaloni skinny e strappati, maglioni oversize, abiti corti e anfibi, la moda grunge, per quanto ribelle, è diventato uno stile a tutti gli effetti.

H come Hippy  

Nata negli anni ’60 e consacrata negli anni ’70, la moda Hippy parla di libertà.
Colori psichedelici, stampe sgargianti e abbinamenti audaci, lo stile hippy risulta ancora molto presente ed attuale, soprattutto durante i caldi mesi estivi.

I come Indie

Indie sta per Indipendente. Chi adotta questo stile è spesso un appassionato di artigianato, a volte fai da te. Acquista generalmente in fieri e mercatini e generalmente non ama i negozi, a meno che non siano negozi vintage. Amano spesso autoprodursi i propri capi, sfoggiandoli con orgoglio a prescindere del risultato finale.

L come Liberty

Elegante e raffinato, lo stile liberty è caratterizzato da abiti femminili, scollature delicate e profonde con tessuti pregiati e fantasie floreali.

M come Militare

Tutte le tonalità che vanno dal verde al marrone, passando per il kaky ed il beige, con texture camufflage o tinta unita per abiti dal taglio spartano e maschile, come pantaloni cargo o giacche oversize, definiscono lo stile militare associandolo spesso a piccoli accorgimenti assolutamente femminili.

N come Navy

Stile immediatamente riconoscibile per le sue connotazioni ispirate alla marina e ai marinai: righe, bottoni dorati, alamari e inserti in corda che impreziosiscono gli iconici colori che lo rappresentano come il rosso il bianco e l’iconico blu. Lo stile navy viene maggiormente usato nei periodi estivi. 

O come Oversize

Comodo, largo, trendy. Lo stile oversize interpretato nel modo corretto può essere un vero alleato glam per le nostre uscite. Associato ad accessori iperfemminili, ci consente di vestire in maniera morbida ed avvolgente esaltando sensualità ed originalità.

P come Pin Up

Vistose fantasia dai colori sgargianti, pois, righe, punto vita sottolineato, spalle scoperte, gonne a ruota, vita alta e scolli a cuore. Il look da pin up molto spesso non riguarda solo il modo di vestire, per alcuni infatti diventa una vera e propria filosofia di vita.

Q come QB

Noi di Sboof l’abbiamo ribattezzato così, in realtà, dai più, viene chiamato “minimal”. Pratico, comodo, sobrio, elegante e senza tempo, il look qb non ha bisogno di sovrastrutture ed eccessi. Utilizza colori tendenzialmente neutri e tessuti di una certa qualità, che siano essi naturali o di materiali sintetici. Declinabile in ogni occasione, lo stile minimal gioca su abbinamenti di tagli e tessuti e dona a chi lo indossa un’allure incredibilmente confident e sofisticata.

R come Romantico

Femminile e vaporoso, caratterizzato dal bianco, dai fiori e da colori pastello, lo stile romantico trova il suo pubblico a partire dal 19esimo secolo.
Forme voluminose, volant, maniche a palloncino, fiocchi pizzi e merletti da abbinare insieme per una mise adatta a mille occasioni.

S come Sporty (glam)

Leggings, sneakers, felpe con il cappuccio e tessuti tecnici da qualche tempo a questa parte sono considerati veri e propri complementi di moda. Non più relegato alla semplice attività fisica lo sporty glam è diventato uno stile a tutti gli effetti.

T come Tennis

Polo, t-shirt, gonnelline, e pantaloncini bianchi o colorati sono solo una delle mille evoluzioni che la moda del tennis ha subito nel corso degli anni. Da casto e pudico a grintoso e performante, lo stile “tennista” è da sempre sinonimo di eleganza e comodità.

U come Urban

E’dalla strada che nasce la moda. Lo Urban è lo stile per eccellenza: pratico, comodo, irriverente, versatile, adatto a giovani e a meno giovani. Abbigliamento casual ed elegante unito insieme per un look assolutamente personalizzabile. Denim, giacche di pelle, t-shirt, abiti e gonne, giacche, stivali, anfibi, sneakers sono elementi imprescindibile per ogni persona che voglia vestire in pieno stile Urban.

V come Vintage

Vengono considerati vintage tutti gli abiti prima degli anni ’80. Ad ogni epoca corrisponde una serie di capi iconici ed utilizzarli e mescolarli per costruire il proprio outfit, associandoli a capi moderni, sembra essere diventata una moda contemporanea.

Z come Z (generazione)

Nati negli anni ’90 gli appartenenti alla generazione Z, sono cresciuti nel pieno del boom tecnologico e posseggono gli strumenti per rifiutare tutto ciò che il mercato impone, costruendo un look tutto loro: fluido, no gender, completamente scollegato da stereotipi e costrizioni. Più che una vera moda…a way of life.


  • 1
  • 2
× Scrivici